lunedì 24 luglio 2006

i miei giorni violenti

dovevo andare a parigi e non sono andato. d'altro canto non volevo per un pò avere stroielle fatue e fuggenti ed invece ci sono ricascato. sarà stata colpa dei quarantagradi che se non erano proprio quaranta erano almeno trentanove. ne sono uscito da signore come sempre perchè, come mi disse quel vecchietto ubriaco sotto casa mia quella sera in cui io ero disperato, uomini si nasce, signori si diventa. magari citava totò, magari era lui antonio de curtis impersonificato nuovamente. vabbè. dovevo andare a parigi e non sono andato. come dire che stavo per andare ma poi mi sono state servite delle carte migliori e più giocabili qui dove sto. nel buco di culo del rinascimento. che io adoro che non è descrivibile a lettere. mi si sono presentate carte da questa vita con le quali non c'era bisogno di bleffare per ottenere. non bisognava pensare per non riuscire a ricordare. ed in effetti così fu. ma va bene anzichenò. mentre dovevo andare a parigi e non sono andato. e come sempre la vita mi rifila oltre che le carte anche una terza via, ovvero la trada di mezzo tra francia e stati uniti che poi sarebbe qui, e quello che ne viene dopo. forse ha ragione ferruccio riguardo le ragazze. ed oramai credo di aver capito almeno un poco di questa vita e così via. mentre i quaranta gradi sono spazzati via da un acquazzone che. che te lo dico a fare. mentre aspetto come sempre e mi innamoro di continuo. bastano gli occhi chiari. bastano le curve giuste. è solo questione di millimetri, alla fine. mentre aspetto come sempre e vivo i miei giorni violenti.

martedì 11 luglio 2006

venerdì 7 luglio 2006

...il respiro indecente del fuoco...

Sotto le ombre astute della primavera gli angeli giocano con il peccato
ma a Janis non cade una goccia d'anice dal suo cuore perlato
Arwen è sospesa sul Liffey ed aspetta il suo ramingo
Lui risale il fiume con la sua treccia e le dice : "io non fingo"
Porta altre foto dell'eclissi per l'ultima corona
"E' una tentazione sentirsi principessa" e lei inarca la schiena
Arwen scioglie l'uncino, lo pettina ancora un poco
e per un'altra notte lui cede al respiro indecente del fuoco