domenica 30 settembre 2007

Ed allora rifletti...

Ed arriva il momento in cui l'uomo si guarda allo specchio e vede che i suoi occhi sono ancora quelli di quando era bambino...
Vede quella voglia di andare avanti, di sfidare la vita e giocare al grande tavolo verde ... e magari tentare di vincere.
Capisce che ancora non è del tutto uomo, ma che, ancora, il bambino che c'è in lui non si è arreso e sta racchiuso in quello sguardo... e brilla nella penombra dei pensieri...
Ed è allora che comincia a riflettere su cosa vuole dal futuro osservando il presente con gli occhi del passato...

sabato 29 settembre 2007

Oh yes!

Pump-up the volume.

mercoledì 26 settembre 2007

HARDT CORE

incipit
dato che questo blog è frequentato poco ma bene.

dato che noi le nostre lettere le potremmo attaccare ai muri.

dato che la vergogna è di chi ruba.

dato che i paletti.

dato che ogni riferimento a persone e a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

dato che mi piace la parola condividere.

dato che io non voglio dimenticare niente.

dato che a volte bisogna dimenticare.

dato che non voglio confondere i giorni con i chilometri.

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tre settimane che ti cambiano la vita.

scendo ad amantea. ho bisogno di riposo. troppe cose sono successe negli ultimi sei mesi. tesi, esame di stato, lavoro iniziato. sono tre complementi oggetto che poi racchiudono un sacco di cose. ho bisogno di una vacanza. tre settimane basteranno? credo di si. scendo ad amantea, faccio un sacco di mare, un sacco di sonno, un sacco di uscite, gli amici che sono sempre li, quelli che ritornano in concomitanza con le vacanze loro, se sono fortunato qualche svago giusto per passare il tempo. comincia bene la vacanza. scendo con il dottor ogekuri da terni ed il viaggio va liscio liscio. si parla molto mentre si guida. si parla di presente, di passato ed inevitabilmente del futuro che vorremmo avere, giovani professionisti con una vita davanti e tutto da vedere. comincia la vacanza. prima notte ad amantea, sempre lo stesso sogno. la supermercatessa mi viene a fare compagnia nell'ultimo sogno della prima notte passata nel mio letto singolo ad amantea. come da copione. come sempre da quando lei non c'è più. mi ci sono abituato e so che è normale. mi dico che è l'aria d' a 'mantia. è l'aria di mare che mi fa questo effetto. mi sveglio e mi riprendo subito. prima di andare al mare faccio un post su nettezzaumana. nettezzaumana: nettezza può essere intesa come spazzatura ma anche e soprattutto, per come la intendiamo noi, per rettitudine. cose giuste. vabbè. testuale: "Prima notte in Amantea. Ed ovviamente ho sognato Annalisa. Come mi capita da diversi anni ormai, il primo giorno che dormo ad Amantea, implacabilmente sogno lei. Per il resto dell'anno non è che ci penso granchè. Vabbè... Pace. E' iniziata la vacanza." si. pace. arrivo che è il 4 di agosto. non fa caldo. non fa caldissimo. si sta bene. firenze è lontana e lo stress anche. sento la pace che mi permea. comincia la vacanza e sono creme solari, birra corona bevuta sotto l'ombrellone e sale sulla pelle. solite minchiate con umbe e alberto. distrattamente vedo lei in giro con l'ex di clizia. umbe mi dice "surprise!", io non lo ascolto tanto. iniziano gli aperitivi. immancabile piazza commercio. pasquale con la fidanzata ed umbe non c'è che è andato a ballare a belmonte, credo, che si è iscritto ad una scuola di ballo. la gente è tutta diversa. aperitivo quindi a piazza "del commerzio". io pask ragazza di pask. desidero una corona sale e limone. ognuno ha le sue debolezze. andando all'aperitivo in bici, claudiola mi chiama che ha un problema con il computer. mi accorgo che mentre attraverso via margherita lei mi si affianca e mi dice "ciao". niente di più, niente di meno. io vado in bomba. ok, problemi miei. mi riprendo subito e mi fermo un pò confuso in piazza per incontrare pask e silvia. li vedo che mi fanno ciao ciao con la manina e contento li raggiungo. io che sto ancora parlando con claudia, saluto, mi siedo ed ordiniamo. facciamo due chiacchiere due. chiedo a silvia cosa pensa di amantea e sono contento quando mi dice che le piace. è una bella persona. le piace il mare ed il centro storico. anche a me. si parla di altro e ad un certo punto arriva lei. arriva lei con surprise!. si siedono al tavolo vicino al nostro. non me ne curo più di tanto. non è vero. ma guarda tu se con tanto spazio nella piazza questa proprio qui si doveva andare a sedere... ma guarda tu ma guardo io e alla fine finisce che mi innervosisco. vabbè. non fa nulla. ci sono abituato. ogni tanto la guardo sempre distrattamente. non è reato. poi vedo che le arriva una chiamata e che si alza di corsa e lascia surprise! tutto solo con i due drink. vabbè... il nostro aperitivo finisce e ciao si ci vediamo più tardi che è tempo di una doccia per togliere il sale ed il sapore di mare. prendo la bici e tipo amantea is burning inforco via margherita in controsenso. all'altezza del Discogioco c'è una transenna. lei sta arrivando dalla parte opposta alla mia. e qui la mia vacanza prende una piega diversa. cosa faccio? vado a destra e così non la incrocio per nulla e festa o vado a sinistra e la incrocio ben bene e festa uguale? sinistra. mi metto di sbieco e la faccio passare da gentiluomo quale sono. le bici ad un certo punto sono una accanto all'altra e noi pure di conseguenza. ciao come stai? bene e tu? e poi via. io emozionatissimo che mi viene in mente il sogno dell'altra notte e così via. lei se ne accroge e me lo dice. incominciamo a parlare ed io mi accorgo che se io sono nervosetto, lei non sta bene per niente. si vede o, almeno, io lo vedo. è un pò smunta e triste ed a me dispiace. parliamo un pò e mi dice che è un periodo così eccetera eccetera ed io che le dico ma scusa il tuo ragazzo non ti è vicino in questi giorni bui e grigi? e lei mi dice no, con lui ci siamo lasciati qualche mese fa. ed io lì vado davvero in bomba atomica. sento la scissione nucleare nella testa. per un attimo mi gira la testa e penso un sacco di cose in una frazione molto piccola di secondo. allora non vi sposate più, ma perchè non mi ha chiamato per dirmelo, cazzo ci faccio io qui? mi ravvedo un attimo e li è davvero un casino. continuiamo a parlare. mentre parla lei è in equilibrio sulla bici senza mettere i piedi per terra e si tiene con una mano alla mia bici. come non notare queste piccole cose? passa mio fratello noncurante di tutto. ma si vede che ci vede. lei noncurante degli amici che passano continua a parlare e parliamo parliamo e a quel punto io caparbio come mai addirittura le chiedo se le va di uscire quella sera stessa. è l'otto di agosto. il mio onomastico. la vita è strana. il tempo passa e noi siamo niente. o forse noi siamo tutto ed è il tempo a non essere niente. pensieri che mi vengono in mente mentre lei ci pensa un attimo e dice che le spiace ma questa sera non può che deve andare a cena con il padre. io sono contento perchè non è un rifiuto ma solo un rinvio. è sempre l'otto di agosto ed è sempre il mio onomastico. ed io allora ancora più caparbio ancora le chiedo se ha cambiato numero di telefono. so che anche se è sempre lo stesso me lo devo far ridare perchè non ce l'ho più ma da qualche parte devo pur cominciare. lei mi dice che non sa quante volte ha cambiato numero e mi dice che la sua email è sempre la stessa. io dico ok ma dammi il numero dai. lo ottengo e li la vacanza oramai è bella che compromessa. sono in un certo qual modo obliquo felice. alla fine ci salutiamo dicendoci che si ci sentiamo si come no certo. lei fa come per non prendersi il mio numero ma io le faccio uno squillo subito per vedere se magari ho sbagliato a prendere il numero non si sa mai. e poi niente. la scissione nucleare si rifà sentire e una volta salutati, ciao ciao e io, tornando a casa, all'altezza di rubino l'orologiaio oramai sto totalmente (con)fuso. mi chiedo che cazzo è successo ed è mai possibile che. no, mi dico, non è possibile. chiamo i miei confessori spirituali e li informo dell'accaduto e. e la sera esco con umbe come detto. andiamo al sombrero a mangiare una pizza. schifosa. ci fanno aspettare un botto. ci mettono ad un tavolo accanto ad uno che fuma il sigaro ed io non lo sopporto, mi ricorda quello che lavora con me, cambiamo posto. non mi accorgo assolutamente che alla pizzeria c'è pure lei. dopo un pò mi racconto ad umbe e via discorrendo. poi mi giro distrattamente e la vedo. lei e surprise e non vedo il padre ed allora è davvero una surprise!. non ci penso e continuo a mangiare. dopo un pò vedo che il padre esce da dietro la palma che lo nascondeva e credo vada a pagare il conto. non essendo passata mezzanotte, continua ad essere l'otto agosto e sempre il mio onomastico. i giorni importanti nella vita di una persona sono pochissimi. tutti gli altri fanno volume. penso a questo mentre vedo lei e surprise che a questo punto non è più surprise alzarsi ed andare via. lei fa finta di non vedermi. tanto lo so che fa finta. e a questo punto l'otto di agosto finisce ed incomincia il resto della vacanza.

ricomincia il mare e la birra fresca ed il pensiero di lei mi accorgo che mi viene a bussare alla porta troppo spesso. molto spesso. il giorno dopo passa lento e caldo come una testuggine. non penso a lei. penso alla mia vita ed alla vita che lei avrà avuto. penso sempre al mare come olio e a una città come firenze. penso al mio lavoro e a dove sono arrivato con le mie forze. penso ai problemi insormontabili ed all'impossibilità dell'esistenza. ad un tratto mi scopro fatalista. questa è un'altra storia. la storia di ora è il chiamarle il giorno dopo e scoprirla bene. sentirla bene. strappare un appuntamento. il primo appuntamento. essere emozionati allo stesso modo. andare a prenderla la sera alla villa su al castello di san procopio e vedere che in tanti anni la villa non si è mossa di un metro da dove era. magari è anche normale. vedere l'urbanizzazione selvaggia che la circonda, questo si. andare a prenderla e portarla via. i primi attimi in macchina. io che dico, tranquilla, tra un pò sciogliamo il ghiaccio. infatti il viaggio in macchina fino a vibo ci aiuta. all'altezza di gizzeria ecco che lei mette su enjoy the silence e mi dice che è il suo pezzo preferito. come se non lo sapessi. non è cambiata poi molto dall'ultima volta che ci siamo visti a cosenza. mi sforzo di non pensare a queste cose e guido e guido e guido ancora. poi troviamo un posto un pò appartato sul mare che il mare non si vede proprio ma alla fine a chi interessa? ceniamo e parliamo e ci teniamo la mano e da fuori secondo me sembriamo proprio belli. si alzano i calici e poi si va come nulla fosse sulla spiaggia. non è più l'otto agosto nè tantomento il mio onomastico bensì è il dieci di agosto ed è la notte di san lorenzo e ci sono le stelle che cadono. incredibile coincidenza. sulla spiaggia c'è un vento che ti porta via. le storie d'amore non finiscono mai. c'è un sacco di gente con i fuochi e più che la notte di san lorenzo sembra la notte di sant'elmo. siamo insieme e davvero sembra che il tempo ci stia prendendo in giro. queste sono cose che si sanno, oramai. rimaniamo fino a tardi che sembra che non si aspettava altro. torniamo ed in macchina e lei mi abbraccia mentre guido sul ritorno. a questo punto sono quasi sicuro che lei ora sta meglio. non sembra nè smunta nè tantomeno triste. è bellissimo guidare e sentire il suo viso che poggia sul mio collo mentre mi abbraccia. cerco di rendermi conto della situazione e penso molto alla transenna e a cosa sarebbe stato se avessi girato a destra invece che.

ed alla fine mi rendo conto che è tutto una questione di destino e magari sulla transenna potevo pure andarci a sbattere se non stavo attento tanto poi prima o poi ci saremmo rivisti e tutto il resto. e lei poi va via per la vacanza, ma non lontano. ma non la lascio andare non prima di essere passato a casa sua la mattina dopo per darle in buongiorno e prendere un caffè e si che ti porto il cornetto alla nutella non temere. e poi lei va a tropea. le storie d'amore non finiscono mai. come faccio io a non andare a trovarla e a cercarla eccetera eccetera? una volta in una sua mail del periodo dei nove mesi c'era scritto che il pallavolista le aveva detto -"avere te non è tutto". io che non riesco ad immaginarmi un tutto diverso. io che ho i problemi. gianfranco del caffe dice sempre che chi scrive ha dei problemi.

ed ora è giovedì ventitrè agosto. il dieci di agosto è lontano ed ancora più lontano il mio onomastico. le date non sono importanti. sono solo appunti volanti. qui ad amantea fa un caldo che non ti dico. ma davvero. mio fratello è uscito venti minuti fa per andare al mare ed è ritornato dopo pochissimo dicendo:-"no, non è possibile, fa troppo caldo. fuori c'è il fuoco. butta fuoco dal cielo". quindi non si sta freschi.
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ed ora è sabato ventidue settembre. il dieci di agosto è lontano ed ancora più lontano il mio onomastico. un mese è relativo. le date sono importanti. quantificano il tempo. vabbè. ed essere oramai lontanissimo anni luce. un anno in un secondo. lontano da quei pensieri e quelle temperature. ora che settembre è semplicemente perfetto e vivere le situazioni che ti capitano. la libertà è una grande cosa. anche la fede. anche l'america. voler mettere queste cose in pubblica piazza per esorcizzarle forse. per non avere di continuo i flash che sono ancora sul lungomare e sono le quattro di pomeriggio e umbe mi aspetta in spiaggia sotto l'ombrellone. il cuore va dispari, una settimana fa è stato il mio onomastico. il cellulare sempre sott'occhio. il mare di fronte agli occhi e i wu tang clan nelle orecchie. e scrivere e pubblicare per esorcizzare e metabolizzare. come bisogna fare altrimenti?

senza pensare a domani e a quello che sarà per sempre. il per sempre non esiste. se mi chiamerà, se non mi chiamerà. se la ritroverò o se non la ritroverò mai più. se vagherò ancora molto solo per dover riapprodare da lei come in un cerchio infinito. se tra mezz'ora esco e incontro una che me la fa scordare per sempre come non fosse mai esistita. se lascerò firenze o meno. se tra un mese arriva qualche chiamata che mi farà dubitare ancora una volta di tutto. senza pensare a quello che potrebbe essere con la barrista. senza pensare a domani e alla mia vita che verrà. nel dubbio spacca tutto.

chi scrive ha dei problemi

martedì 25 settembre 2007

E ti ritrovi a ...

Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuta,
vabbe' pazienza credimi posso farne senza
sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto
lo stesso, magari piove come adesso
e ho perso l'ombrello ed il cappello
ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto
dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferite
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente e' solo un'altra cosa persa
o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso, senza preavviso,
che rende inferno cio' che era paradiso.

Ore passate a misurare dolore,
dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore d'anima, di sangue, di ossa
ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa
in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
gia', basta non perdere la dignita'
almeno curandola un po' con un bicchiere pieno
come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi,
parole per farmi capire che eri pulita
ma per finire poi sei riuscita,
a perderle come 100 Lire
e adesso credimi non ne voglio piu' sentire
voglio guarire,
guardando l'altra faccia di te che ho scoperto
pensandoti solo come a una cosa che ho perso.

Ho perso treni e aerei
piu' d'una volta il portafoglio
ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio
il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo
pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo
e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi
verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso
e disilluso, ci provero' ad odiare
se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare,
ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare
perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo
sara' diverso, da quella cosa che ho perso.

Anniversario

24 settembre 1991





























.

lunedì 24 settembre 2007

reprise

Marcel Marceau

22 marzo del 1923- 24 settembre del 2007
*** *** ***
come il rootwiler in amores perros, l'unico cane dall'inizio alla fine del film. quel cane che non è nato per combattere ma che se costretto ed aizzato li uccide tutti. e poi a questo cane nel mezzo del film gli sparano anche. da vicino un colpo diretto, non preso di striscio. e poi comunque sia, dopo aver ripreso le forze, torna come prima.

e vabbè che fa anche una strage di cani innocenti, il rootwiler, ma cosa vuoi farci?

e ringo star che riceve una cartolina dal giappone che lo informa che j + y = love.

e le situazioni si incastrano e non si incastrano alla perfezione.

e thom jorke che prende un gelato nel parco.

una studentessa fuorisede a parigi incrocia un ragazzo che mangia un croissant.

e osservare il treno dal finestrino guardando verso dietro. ed i vagoni non ti raggiungeranno mai. i poeti punk.

e claudiola e maraldino su un'isola deserta intenti ad aprire noci di cocco.

e tu che non vai mai a dormire prima della notte.

e zanardi che va oltre l'estremo. fino all'ultimo respiro.

e fare i biscotti con la farina e il latte e tutto il resto. mentre il mondo gira in torno piazza pitti e intorno qualsiasi punto d'appoggio.

mentre queste notti a tratti mi fanno male dentro. fino all'estremo.

e belmondo' con il mal di testa intento a prendere il primo caffè della mattina al bar di un'alberghetto in periferia. con le prime luce dell'alba e parigi che aspetta lì fuori.

sempre per la paura di poter perdere quello che ho anche se non è molto.

mentre lupin guiderà la sua dunbuggy tra le dune dorate del deserto.

ed i trucchi non saranno svelati dal mago silvan in tv.

e d + k a quarant'anni mano nella mano nel parco centrale di nuova york passeggeranno sotto una leggera pioggia settembrina. lei con delle scarpe basse di tela, lui con una giacca stile rocky marciano.

i panini con la frittata di mia nonna nonna. mentre hai cinque sei anni e tutta la vita di fronte.

con la vita tra le dita. fino all'ultimo respiro.

domenica 23 settembre 2007

Il Quarto Uomo

Ed eccomi a voi...



Vi mancava il quarto uomo....

venerdì 21 settembre 2007

Aterosclerosi

Vorrei ricordare al caro amico elianto che questa roba di Guthrie l'aveva postata tempo fa qui.
Lo so che l'influenza, il resetta tutto, il lavoro, supermercati incancreniti, ma il rincoglionimento NO.
Dai, ciccio, forza e riprenditi con questo.

Bob Dylan

Last Thoughts on Woody Guthrie

When yer head gets twisted and yer mind grows numb
When you think you're too old, too young, too smart or too dumb
When yer laggin' behind an' losin' yer pace
In a slow-motion crawl of life's busy race
No matter what yer doing if you start givin' up
If the wine don't come to the top of yer cup
If the wind's got you sideways with with one hand holdin' on
And the other starts slipping and the feeling is gone
And yer train engine fire needs a new spark to catch it
And the wood's easy findin' but yer lazy to fetch it
And yer sidewalk starts curlin' and the street gets too long
And you start walkin' backwards though you know its wrong
And lonesome comes up as down goes the day
And tomorrow's mornin' seems so far away
And you feel the reins from yer pony are slippin'
And yer rope is a-slidin' 'cause yer hands are a-drippin'
And yer sun-decked desert and evergreen valleys
Turn to broken down slums and trash-can alleys
And yer sky cries water and yer drain pipe's a-pourin'
And the lightnin's a-flashing and the thunder's a-crashin'
And the windows are rattlin' and breakin' and the roof tops a-shakin'
And yer whole world's a-slammin' and bangin'
And yer minutes of sun turn to hours of storm
And to yourself you sometimes say
"I never knew it was gonna be this way
Why didn't they tell me the day I was born"
And you start gettin' chills and yer jumping from sweat
And you're lookin' for somethin' you ain't quite found yet
And yer knee-deep in the dark water with yer hands in the air
And the whole world's a-watchin' with a window peek stare
And yer good gal leaves and she's long gone a-flying
And yer heart feels sick like fish when they're fryin'
And yer jackhammer falls from yer hand to yer feet
And you need it badly but it lays on the street
And yer bell's bangin' loudly but you can't hear its beat
And you think yer ears might a been hurt
Or yer eyes've turned filthy from the sight-blindin' dirt
And you figured you failed in yesterdays rush
When you were faked out an' fooled white facing a four flush
And all the time you were holdin' three queens
And it's makin you mad, it's makin' you mean
Like in the middle of Life magazine
Bouncin' around a pinball machine
And there's something on yer mind you wanna be saying
That somebody someplace oughta be hearin'
But it's trapped on yer tongue and sealed in yer head
And it bothers you badly when your layin' in bed
And no matter how you try you just can't say it
And yer scared to yer soul you just might forget it
And yer eyes get swimmy from the tears in yer head
And yer pillows of feathers turn to blankets of lead
And the lion's mouth opens and yer staring at his teeth
And his jaws start closin with you underneath
And yer flat on your belly with yer hands tied behind
And you wish you'd never taken that last detour sign
And you say to yourself just what am I doin'
On this road I'm walkin', on this trail I'm turnin'
On this curve I'm hanging
On this pathway I'm strolling, in the space I'm taking
In this air I'm inhaling
Am I mixed up too much, am I mixed up too hard
Why am I walking, where am I running
What am I saying, what am I knowing
On this guitar I'm playing, on this banjo I'm frailin'
On this mandolin I'm strummin', in the song I'm singin'
In the tune I'm hummin', in the words I'm writin'
In the words that I'm thinkin'
In this ocean of hours I'm all the time drinkin'
Who am I helping, what am I breaking
What am I giving, what am I taking
But you try with your whole soul best
Never to think these thoughts and never to let
Them kind of thoughts gain ground
Or make yer heart pound
But then again you know why they're around
Just waiting for a chance to slip and drop down
"Cause sometimes you hear'em when the night times comes creeping
And you fear that they might catch you a-sleeping
And you jump from yer bed, from yer last chapter of dreamin'
And you can't remember for the best of yer thinking
If that was you in the dream that was screaming
And you know that it's something special you're needin'
And you know that there's no drug that'll do for the healin'
And no liquor in the land to stop yer brain from bleeding
And you need something special
Yeah, you need something special all right
You need a fast flyin' train on a tornado track
To shoot you someplace and shoot you back
You need a cyclone wind on a stream engine howler
That's been banging and booming and blowing forever
That knows yer troubles a hundred times over
You need a Greyhound bus that don't bar no race
That won't laugh at yer looks
Your voice or your face
And by any number of bets in the book
Will be rollin' long after the bubblegum craze
You need something to open up a new door
To show you something you seen before
But overlooked a hundred times or more
You need something to open your eyes
You need something to make it known
That it's you and no one else that owns
That spot that yer standing, that space that you're sitting
That the world ain't got you beat
That it ain't got you licked
It can't get you crazy no matter how many
Times you might get kicked
You need something special all right
You need something special to give you hope
But hope's just a word
That maybe you said or maybe you heard
On some windy corner 'round a wide-angled curve

But that's what you need man, and you need it bad
And yer trouble is you know it too good
"Cause you look an' you start getting the chills

"Cause you can't find it on a dollar bill
And it ain't on Macy's window sill
And it ain't on no rich kid's road map
And it ain't in no fat kid's fraternity house
And it ain't made in no Hollywood wheat germ
And it ain't on that dimlit stage
With that half-wit comedian on it
Ranting and raving and taking yer money
And you thinks it's funny
No you can't find it in no night club or no yacht club
And it ain't in the seats of a supper club
And sure as hell you're bound to tell
That no matter how hard you rub
You just ain't a-gonna find it on yer ticket stub
No, and it ain't in the rumors people're tellin' you
And it ain't in the pimple-lotion people are sellin' you
And it ain't in no cardboard-box house
Or down any movie star's blouse
And you can't find it on the golf course
And Uncle Remus can't tell you and neither can Santa Claus
And it ain't in the cream puff hair-do or cotton candy clothes
And it ain't in the dime store dummies or bubblegum goons
And it ain't in the marshmallow noises of the chocolate cake voices
That come knockin' and tappin' in Christmas wrappin'
Sayin' ain't I pretty and ain't I cute and look at my skin
Look at my skin shine, look at my skin glow
Look at my skin laugh, look at my skin cry
When you can't even sense if they got any insides
These people so pretty in their ribbons and bows
No you'll not now or no other day
Find it on the doorsteps made out-a paper mache«
And inside it the people made of molasses
That every other day buy a new pair of sunglasses
And it ain't in the fifty-star generals and flipped-out phonies
Who'd turn yuh in for a tenth of a penny
Who breathe and burp and bend and crack
And before you can count from one to ten
Do it all over again but this time behind yer back
My friend
The ones that wheel and deal and whirl and twirl
And play games with each other in their sand-box world
And you can't find it either in the no-talent fools
That run around gallant
And make all rules for the ones that got talent
And it ain't in the ones that ain't got any talent but think they do
And think they're foolin' you
The ones who jump on the wagon
Just for a while 'cause they know it's in style
To get their kicks, get out of it quick
And make all kinds of money and chicks
And you yell to yourself and you throw down yer hat
Sayin', "Christ do I gotta be like that
Ain't there no one here that knows where I'm at
Ain't there no one here that knows how I feel
Good God Almighty
THAT STUFF AIN'T REAL"

No but that ain't yer game, it ain't even yer race
You can't hear yer name, you can't see yer face
You gotta look some other place
And where do you look for this hope that yer seekin'
Where do you look for this lamp that's a-burnin'
Where do you look for this oil well gushin'
Where do you look for this candle that's glowin'
Where do you look for this hope that you know is there
And out there somewhere
And your feet can only walk down two kinds of roads
Your eyes can only look through two kinds of windows
Your nose can only smell two kinds of hallways
You can touch and twist
And turn two kinds of doorknobs
You can either go to the church of your choice
Or you can go to Brooklyn State Hospital
You'll find God in the church of your choice
You'll find Woody Guthrie in Brooklyn State Hospital

And though it's only my opinion
I may be right or wrong
You'll find them both
In the Grand Canyon
At sundown

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ULTIMI PENSIERI SU WOODY GUTHRIE

Quando la testa ti si contorce e hai la mente intontita
Quando pensi di essere troppo vecchio, troppo giovane, troppo intelligente o troppo stupido
Quando rimani indietro e perdi il passo
nel trascinarsi al rallentatore della frenetica corsa della vita
Non importa cosa stai facendo se inizi ad arrenderti
se il vino non arriva al bordo del tuo bicchiere
se il vento ti spinge di traverso mentre ti reggi aggrappandoti con una mano
e l'altra mano comincia a scivolare e la sensazione se n'è andata
ed il motore del tuo treno ha bisogno di una nuova scintilla per partire
e la boccia è facile da trovare ma tu sei troppo pigro per andarla a prendere
e il tuo marciapiede incomincia a curvare e la strada diventa troppo lunga
e inizi a camminare a ritroso anche se sai che è sbagliato
e la tristezza aumenta mentre il giorno volge al termine
e il mattino di domani sembra così lontano
e senti le redini del tuo pony scivolare via
e senti la tua fune scivolare perché le tue mani sono sudate
ed il tuo deserto assolato e le vallate sempreverdi
si trasformano in miseri ghetti ed in vicoli pieni di spazzatura
e il tuo cielo piange acqua e i tuoi tubi di scarico perdono
e i lampi scintillano e i tuoni rimbombano
e le finestre sbattono e si rompono e il soffitto trema
e il tuo intero mondo crolla con violenza
e i tuoi minuti di sole si trasformano in ore di tempesta
e a te stesso a volte dici
"Non sapevo che sarebbe andata così,
perché non me l'hanno detto il giorno che sono nato?"
E inizi ad aver freddo e a saltare per la fatica
e cerchi qualcosa che non hai ancora trovato
e sei immerso fino alle ginocchia nell'acqua scura con i capelli al vento
e il mondo intero sta a guardare sbirciando da una finestra
e la tua ragazza ti lascia e vola via lontano
e il tuo cuore si sente male come i pesci quando vengono fritti
e il tuo martello pneumatico cade dalle tue mani sui tuoi piedi
e tu ne hai fortemente bisogno ma lui resta per terra in mezzo alla strada
e la tua campana risuona fragorosamente ma non riesci a sentirne il rumore
e pensi che le tue orecchie potrebbero essere state lese
o i tuoi occhi sono diventati sporchi nel vedere una tale cieca sporcizia
e hai capito di aver fallito nell'affannosa corsa di ieri
quando sei stato ingannato e preso in giro di fronte ad un bluff
quando per tutto il tempo avevi avuto in mano tre regine
e questo ti rende folle, ti rende meschino
come al centro della rivista Life
rimbalzando intorno ad un flipper
e c'è qualcosa nella tua mente che vorresti dire
e che qualcuno da qualche parte dovrebbe ascoltare
ma è intrappolata nella tua lingua e sigillata nella tua testa
e questo ti dà molto fastidio quando sei steso nel tuo letto
e non importa quanti sforzi tu faccia, semplicemente non riesci a dirla
e sei impaurito nell'anima e puoi solo dimenticartene
e i tuoi occhi galleggiano per le lacrime che hai nella testa
e i tuoi cuscini di piume diventano coperte di piombo
e la bocca del leone si apre e tu osservi i suoi denti
e le sue mascelle incominciano a chiudersi con te sotto
e sei disteso sulla pancia con le mani legate dietro
e vorresti non aver mai seguito quell'ultimo segnale di svolta
e dici a te stesso cosa sto facendo?
Su questa strada sulla quale cammino, su questa pista che sto percorrendo
su questa curva sulla quale mi trovo
su questo sentiero sul quale sto vagando, nello spazio che sto utilizzando
in quest'aria che sto respirando
sono troppo confuso,
perché sto camminando, dove sto correndo
cosa sto dicendo, cosa sto conoscendo?
Su questa chitarra che suono, su questo banjo che pizzico
su questo mandolino che strimpello, in questa canzone che canto
nel motivetto che canticchio, nelle parole che scrivo
nelle parole che penso
in questo oceano di ore nel quale sto tutto il tempo a bere
chi sto aiutando, cosa sto spezzando
cosa sto dando, cosa sto prendendo?
Ma tu provi con tutta l'anima
a non fare mai questi pensieri e a non lasciare mai
che questo tipo di pensieri guadagnino terreno
o facciano battere forte il tuo cuore
ma alla fine sai perché sono lì
aspettando solo di poter scivolare e cadere
perché a volte li senti mentre la notte lentamente trascorre
e hai paura che ti prendano mentre dormi
e salti dal tuo letto, dall'ultimo capitolo del tuo sogno
e non riesci a ricordare nonostante tu faccia del tuo meglio
se eri tu nel sogno quello che urlava
e sai che è qualcosa di speciale quello di cui hai bisogno
e sai che non c'è nessuna droga buona per curarti
e nessun liquore sulla faccia della terra che riesca a far smettere al tuo cervello di sanguinare
e hai bisogno di qualcosa di speciale
Sì, hai bisogno di qualcosa di speciale
Hai bisogno di un treno veloce che vola sul binario di un tornado
per lanciarti da qualche parte e per riportarti indietro
hai bisogno del vento di un ciclone
che sbatte, esplode e soffia
che conosce i tuoi problemi un centinaio di volte meglio di te
Hai bisogno di un autobus della Greyhound che non esclude nessuna corsa
che non ride al tuo sguardo
alla tua voce o al tuo viso
e che con qualunque numero di scommesse nel libretto
correrà lontano oltre la moda della gomma da masticare
Hai bisogno di qualcosa che ti apra una nuova porta
per mostrarti qualcosa che hai già visto prima
ma che ti è sfuggita un centinaio di volte o più
Hai bisogno di qualcosa che ti apra gli occhi
Hai bisogno di qualcosa che ti renda consapevole
che solo tu e nessun altro possiede
questo punto nel quale ti trovi, questo spazio nel quale siedi
che il mondo non ti ha battuto
che non sei stato superato
non può farti diventare pazzo
non importa quante volte puoi essere preso a calci
hai bisogno di qualcosa di speciale
hai bisogno di qualcosa di speciale che ti dia speranza
ma speranza è solo una parola
che forse hai pronunciato o hai sentito
in qualche angolo ventoso di una curva
ma è questo quello di cui hai bisogno, e ne hai davvero bisogno
e il tuo problema è che lo sai fin troppo bene
perché guardi e inizi ad avere i brividi
perché non lo puoi trovare su una banconota
nè sulla vetrina di Macy
nè sulla cartina stradale di un ragazzo ricco
nè nella confraternita di un ragazzo grasso
e non è fatto del germe di grano di Hollywood
e non è su quel palco poco illuminato
sul quale si trova quello stupido comico
che sbraita e farnetica prendendoti i soldi
e tu pensi sia divertente
No non puoi trovarlo in nessun night club o yacht club
e non è nelle sedie di un ristorante di lusso
e sicuro come l'inferno tu sei costretto a dire
che non importa quanto forte strofini
ma non lo troverai sulla matrice del tuo biglietto
no, e non è nelle chiacchiere che la gente ti racconta
e non è nella crema contro i brufoli che ti vendono
e non è in nessuna casa di scatole di cartone
nè in alcuna camicia di qualche stella del cinema
e non puoi trovarlo sul campo di golf
nè può dirtelo Uncle Remus e nemmeno Babbo Natale
nè puoi trovarlo nella lozione per i capelli o nei vestiti di cotone
nè nei manichini dei magazzini o nelle gomme da masticare
nè nel suono da gelatina delle voci da torta al cioccolato
che vengono a bussare ed a picchiettare nella carta da regalo di Natale
dicendo non sono carino e non sono grazioso e guarda la mia pelle
guarda la mia pelle che brilla, guarda la mia pelle che luccica
guarda la mia pelle che ride, guarda la mia pelle che piange
quando non riesci nemmeno a renderti conto se hanno qualcosa all'interno
queste persone così carine con i loro nastri ed i loro fiocchi
No non lo troverai nè oggi nè un altro giorno
sui gradini fatti di carta
e dentro le persone fatte di molassa
che ogni giorno comprano un nuovo paio di occhiali da sole
nè nei generali da cinquanta stelle o nei truffatori
che potrebbero fregarti per un decimo di penny
che respirano e ruttano e si piegano e si spaccano
e prima che tu possa contare da uno a dieci
rifanno di nuovo tutto ma stavolta alle tue spalle
amico mio
Quelli che girano e trattano e ruotano
e giocano con ogni altro nel loro mondo di sabbia in scatola
Nè lo trovi negli sciocchi senza talento
che corrono intorno superbi
e stabiliscono le regole per quelli che hanno talento
nè in quelli che non hanno alcun talento ma pensano di averlo
e pensano di prenderti in giro
quelli che saltano sul vagone
solo per un attimo perché sanno che è di moda
per divertirsi, e andarsene alla svelta
e fare soldi e ragazze in tutti i modi
e gridi a te stesso e getti a terra il tuo cappello
dicendo, "Cristo dovrei essere così?
E non c'è nessuno qui che sa qual è il punto
non c'è nessuno qui che sa come mi sento
gran Dio onnipotente
QUESTA COSA NON E' REALE"

No, ma quello non è il tuo gioco, non è neanche la tua corsa
non puoi sentire il tuo nome, non puoi vedere il tuo viso
devi guardare da qualche altra parte
e dove guardi per trovare la speranza che stai cercando
dove guardi per trovare quella lampada che sta bruciando
dove guardi per trovare quell'olio che sgorga
dove guardi per trovare quella candela che brucia
dove guardi per trovare quella speranza che sai che c'è
lì fuori da qualche parte
E i tuoi piedi possono percorrere solo due tipi di strade
i tuoi occhi possono vedere solo attraverso due tipi di persiane
il tuo naso può annusare solo due tipi di ingressi
puoi toccare e girare ed aprire due tipi di maniglie
puoi andare in chiesa di tua scelta
o puoi andare al Brooklyn State Hospital
Troverai Dio nella chiesa che hai scelto
troverai Woody Guthrie nel Brooklyn State Hospital

E sebbene sia solo la mia opinione
e può essere giusta o sbagliata
li troverai tutti e due
nel Grand Canyon
al tramonto

per jimenez

negri ebrei comunisti

Siamo su Blogosfere e siamo anche su Technorati, finalmente.
Il mondo sarà nostro, un giorno.

ps: ci hanno cercato anche così

toporagno immagini

CVD

giovedì 20 settembre 2007

Ecco.


mercoledì 19 settembre 2007

Assenze

e sto male un'altra volta.

Ci risiamo, puntuale come un orologio svizzero in casa di un tedesco.

Ansiato,solitudine ( vedi alla voce: ex amici che dopo la mia assenza per lavoro si sono dileguati), lavoro che va male o meglio non va come vorrei, un peso sul petto.

Quanto vorrei quell'abbraccio, ora, adesso, quella mano fra i capelli, per far andare via la paura di perderti.

Sto male,raga.

Passerà, non mi abbatto, bisogna sempre restare ottimisti e bisogna essere i migliori amici di se stessi.

Magari

il magari è una parola che non dovrebbe esistere. siamo noi che dobbiamo prenderci le responsabilita' di quello che facciamo e non si possono sempre scaricare le colpe.
gli errori e gli sbagli servono a crescere, a maturare. servono sempre.

***
storiella banale:
un tizio chiede cinquanta euro ad un altro tizio. il secondo glieli presta. il primo tizio poi non glieli rende più e festa.

chi ha sbagliato dei due?

ha sbagliato il primo tizio, quello che non ha restituito i soldi. quello che ha fatto il prestito non poteva sapere che quello i soldi non glieli dava indietro.

gli stessi due tizi si rincontrano tempo dopo. nuovamente, quello che non aveva restituito il prestito, chiede all'amico altri cinquanta euro. stop.

chi sta sbagliando ora?

quello che chiede i soldi di sicuro non sbaglia.
se quell'altro gli da di nuovo i soldi, allora è lui che sbaglia. perchè in tutta probabilità quei soldi non li rivedrà mai.

***
ora, questa storiella, raccontatami l'altra sera da un tipo alle cinque di mattina, mi ha fatto molto pensare. sarà che ho l'influenza, sarà che è settembre. so che è una cosa talmente banale da sembrare ovvia ma a me ha fatto pensare. pensare sul fatto che bisogna sempre prendersi le proprie responsabilità e non avere paura delle conseguenze. essere consci del fatto che si può sbagliare ma non bisogna perseverare nello sbagliare.

per il resto si va avanti. con poche pretese e molte cose da fare. con la testa sempre zeppa di pensieri e mi accorgo che il sole mi fa bene. la compagnia mi fa bene. avere il raffreddore non mi fa bene, ma che vuoi farci?

PS: poi alla fine ieri a vedere "il dolce e l'amaro" non ci sono stato... ma stasera vado a vedere The Simpson :-) <-- questa faccina oggi compie 25 anni...

Changes

resetta tutto.

Mio fratello

è qui































(se cliccate sulle foto, si ingrandiscono)

martedì 18 settembre 2007

...


dicevano che oggi doveva piovere.

ed invece erano tutte cazzate.




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stasera


vado a vedere questo. poi vi dico come è...

















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martedì 11 settembre 2007

Definitely maybe (AKA Possibly maybe)

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Oggi è 9\11

sei anni fa, oggi, cadevano le torri. io ero li.

oggi ne stanno cadendo altre. ed io sono sempre li.

questo post si doveva chiamare possibly maybe (bjork)

poi ho cambiato idea e si chiama definitely maybe (oasis)

l'adolescenza è dura a morire.

uno può anche cambiare idea.

sto un pò così in questi giorni iniziali di settembre.

sapete perchè.

ci posso fare poco o nulla e quel poco lo sto facendo piano piano ma lo sto facendo.

dovrò fare diverse statue alla fine.

le persone che ruotano intorno.

devo ringraziare psk, umb, alb, lui, orl ed un sacco di altri che non riesco a racchiudere in 3 lettere.

forse è ancora presto.

io non mi chiamo jeff.

saranno quattro mesi che non sento più agathe.

per dirla bene, saranno quattro mesi che ho litigato con agathe.

per dirla alla perfezione, saranno quattro mesi che ho mandato in culo agathe.

ma saranno quattro mesi?

agathe mi manca.

come mi mancano diverse cose.

l'importante è sopravvivere.

io me la cavo bene.

in questo periodo non eccello ma me la cavo bene.

con autocad non me la cavo bene, sono un mago.

sarà tutto 'sto lavoro.

alla fine non me ne frega un cazzo.

del lavoro e dell'altro.

io voglio eccellere.

una statua sicura la farò ad amu.

amy, amyboy, amina, amber, amyboyzinthehood, ed altri 15.

amu è troppo brava

vorrei che il 4°uomo scrivesse "supra' su' cazz' i' blogg"

"chi scrive ha problemi" G.S. 1999 ca.

sto fumando un pò troppo in questi giorni.

chi fuma non ha paura di morire.

chi non ha paura di morire non muore mai.

qui allo studio pasquale c. fuma come un turco.

a pasquale c. voglio proprio un gran bene.

sei anni fa, oggi, cadevano le torri.


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domenica 9 settembre 2007

sabato 8 settembre 2007

V-Day

Il blog nettezzaumana si unisce al coro del V-Day di oggi nelle persone di tutte i suoi poster e si spera anche nelle persone dei suoi affezionati lettori.Andate qui a vedere dove potete scendere in piazza per protestare e finirla di vergognarsi di essere italiani.

martedì 4 settembre 2007

Sono

triste
(un bel pò)

lunedì 3 settembre 2007

Sono

stressato
(un bel pò)

domenica 2 settembre 2007

Poverbio cubano.

Quello che succede a volte è necessario.