martedì 27 maggio 2008

With foreign eyes

Si 'nce stess' 'o sfruttament' stu sistema fosse
bell'
si teneva cinq' pall 'o nonn' mio era nu flipper!

Mouse on Mars

Phoenix

Ricordi, fiorivano le viole...

e l'arpacal accertava su di noi.

Si tratta di ecomafia, di rifiuti nocivi e di tutte le verdure che abbiamo maniato in questi anni (chissà quanti) provenienti da quel bacino : tutte contaminate.
Speriamo che quando i fatti saranno accertati ci sarà una sommossa come quella del photored

domenica 25 maggio 2008

Non ci sono più le favolette morali

vediamo quelle del pupazzo gnappo....

martedì 20 maggio 2008

Sull'editoriale di core de roma prima della giornata decisiva.

io sono x la vecchia juve perchè "un vero cavaliere non abbandona ma la propria sognora"(JuventusCLUB AMANTEA), ma questa roba spacca.. ... .. .


Lettera aperta a Sergio Leone
di r. cdr. (AKA CORE DE ROMA)


Nei sogni più arditi.
Quelli che te svegli tutto sudato e magari un minuto prima stavi avvinghiato co’ brad pitt o monica bellucci che te dicevano – stamme sempre vicino …. Te vojo bbene -

Nei film più avvincenti.
Quelli de Sergio Leone che ha insegnato all’americani come se fanno i western.
Sembra di sentire in sottofondo Ennio Morricone, mentre Clint Eastwood che da noi se chiama DANIELE DE ROSSI c’ha la giugulare che sta pe’ esplode da un momento all’altro.
Colpi di scena a non finire..
Segna l’Inter
Segna la Roma
Pareggia il Siena e se mangia il raddoppio.
Segna l’Inter
Segna la Roma
Segna Kharja (aripijamoselo porca zozza !!)
.. daje roma daje fomento massimo….rigore per l’Inter (che guarda caso, come ar solito nun c’era).

Allora Sergio Leone che fa in questi casi ? Er colpo de scena.
Er messicano più preciso nel tiro se avvicina per il colpo di grazia, ma viene scansato dar messicano più coatto (Gian Maria Volontè, numero 23….alè !!) levate che penso io….
E Clint Eastwood se salva mica perché è furbo lui, ma perché so’ cojoni loro
E poi segna Del Piero perché lui è sempre protagonista e mai comparsa.
E poi … e poi ….
Eppoi domenica prox c’è il gran finale.
La Roma può vince, l’Inter deve vince, er Parma se po’ salvà, er Catania pure, Zenga è interista, Cuper c’ha qualche sassolino nella scarpa da levasse, ar Catania je n’avemo fatti 7 che stanno ancora a aspettà come vendicasse….. ar Parma l’Inter j’ha scippato la partita all’andata che avevano vinto al 90 e se so’ ritrovati sconfitti, e altri mille incredibili incroci.

Allora noi de Core de Roma a nome nostro, de tutti i tifosi Romanisti e de tutti quelli che pensano che un Dio del calcio esiste vogliamo dire in anticipo due cose a Sergio Leone che sta per girare le scene che precedono il THE END:

Caro Sergio, noi te volemo bene e te ringraziamo per aver portato alto il nome dell’Italia nel mondo.
Ce stai pure simpatico perché nun sei un precisino, e a noi i precisini nun è che poi ce piaceno tanto.
Visto e considerato che stai a scrive la pagina finale ricordate che:
noi c’avemo figli, genitori, fratelli e sorelle e corriamo seri rischi de infartà domenica prossima, nun ce fa diventà quanto i laziali e nun lascià troppi orfani pe’ Roma.
Sta Roma, è ‘na squadra che ha lottato contro soverchie forze economiche e stà ancora lì, è balda e fiera nonostante l’evidente differenza di possibilità con i suoi antagonisti in Italia e in Europa, se merita tanto; se merita che un giorno sta stagione - chi de noi starà ancora in questo mondo il 19 maggio- possa riccontà ai nipoti der capitano con in braccio il figlio, de DDR che c’ha la giugulare come er Krakatoa, de Aquiliani che spara i siluri, der francese coi ciucci in testa che è nato a Testaccio ma j’hanno dato una strana carta con la scritta libertè egalitè fraternitè na capocciata a materazzi e 4 volte campioni noi; de Panucci e de Rosella Sensi che prima se voleva venne tutto e mo’ che ha assaggiato che vordì aesseroma je piace ed è diventata una de curva; der presidente malato e vecchio che c’ha du’ cojoni come i cingoli dei panzer de Rommel.
Je volemo raccontà che ce stavano i nerazzurri che come scivolavano je regalavano i rigori, che c’hanno levato Chivu che nun ha capito de come se campa e nun lo capirà mai, i soldi so’ soldi, ma la dignità e il prestigio c’hanno lo stesso valore e lui nun vale un cazzo;
..e nonostante tutto ciò… avemo vinto noantri !!
Dentro a sto film c’hai messo pure i giocatori della Lazio che je dicono a quelli dell’Inter che tanto lo scudo lo vince la Roma, i tifosi della Roma che solidarizzano con i tifosi della Lazio, l’Inter che se fuma milleseicento punti de vantaggio, la juve che tifa per la Roma, insomma eri partito con un western hai creato la fantascienza….adesso ce manca er finale, e se permetti, con nonchalance e con la delicatezza nei modi e nel linguaggio che sempre ci accompagnano te lo vorremmo suggerire noi:

GianmariaVolontè se ne va affanculo e more, Clint Eastwood trova er tesoro e lo distribuisce ai peones che diventano ricchi, se tromba Claudia Cardinale che è na fica da paura, torna a Roma e se sdraia sulla terrazza der Pincio mentre de sotto succede er pandemonio.
THE END

Nun ce sembra de chiede tanto.
ROMA SEI ER NOSTRO VANTO E ER NOSTRO ORGOGLIO

Sullo scudetto dell'inter...


DI BEPPE SEVERGNINI

E adesso, cosa dite? Lo scudetto 2007 era troppo facile, quello del 2006 troppo formale, quello dell'89 troppo lontano. Questo, vi piace? A noi, molto. Numero sedici, alla faccia dei sadici. L'immagine che resta negli occhi è quella di Ibra che dribbla le pozzanghere, felice come un bambino in un parco

«Lo zingaro» — come lo chiamano i compagni di squadra, in barba alle notizie di cronaca — è rientrato e ci ha fatto questo regalo. «Pazza Inter» è un eufemismo. Siamo, ormai, psicolabili di successo. A questo punto, perché cambiare? Avanti così. Se l'interismo è una forma di allenamento alla vita, nell'ultimo mese — un derby da dimenticare, punti buttati, rigori sbagliati — ci siamo allenati benissimo. Se il tifo calcistico è un esercizio di gestione dell'ansia, siamo gestori professionali. Se il calcio è un romanzo popolare, questo finale è stato scritto da qualcuno che se ne intende. Per 54 minuti, ieri, l'Inter è stata dietro la Roma. Sembrava stesse per buttare tutto quello che aveva costruito in un anno. Poi due gol, e alcune notizie di contorno (puniti i giustizieri del gaucho Cuper, salvi i ragazzi del ragno Zenga, in Europa gli artigiani di Prandelli, fuori dal grande giro i reduci di Ancelotti). L'Inter ce l'ha fatta, con l'uomo più talentuoso, nel modo più emozionante, al termine della giornata più complicata giocata sul campo più malconcio. Meglio così. Vittorie, amori, amicizie e traguardi: solo le cose che non valgono niente costano poco. L'Italia del tifo, trasformata in una voliera di gufi goffi e benevoli avvoltoi, era pronta a festeggiare un altro disastro, un 5 maggio a scoppio ritardato (vero Lapo, vero Veronesi, vero Zecchi?). Niente da fare, stavolta. L'Inter, imbarazzata dalle conversazioni telefoniche col discutibile factotum, e nauseata dal tempismo della diffusione, ha saputo reagire. Trasformare una crisi in una festa è una dote. L'Inter ce l'ha. Ha ragione Massimo Mo-ratti, il cui volto, ripreso nell'intervallo al Tardini di Parma, faceva sembrare spensierato «L'urlo» di Munch: tutti — con l'eccezione dei laziali, per motivi evidenti — tifavano contro l'Inter. Alcuni legittimamente (i romanisti), altri nostalgicamente (gli juventini), altri per rispetto della tradizione (i milanisti). Niente di male. Nelle fazioni — gruppi, bande, corporazioni, congregazioni, partiti, contrade — l'Italia cerca protezione e consolazione. Perché il calcio dovrebbe essere diverso? Basta saper smettere per tempo, e poi sorridere dei propri infantilismi. Ma non è stato soltanto il tempo della malignità (punita). È stata anche la stagione agitata di un Paese inquieto.

I cambiamenti politici e la precarietà economica, l'umiliazione di Napoli e gli umori xenofobi, la confusione e il senso di insicurezza (per una badante irregolare, per una strada buia) hanno portato molti italiani a trasferire sul calcio tante aspettative: serenità, orgoglio, rivincita. Il calcio, che non ama le responsabilità, ha fatto quello che ha potuto. Vista l'atmosfera, il campionato è stato miracoloso: come andamento, come trama, come regolarità. Sbaglia Daniele De Rossi quando, deluso, parla di «sette/otto partite falsate». Non è vero. Il problema è invece un altro — sempre il solito. Il brutto è che un calcio così bello — una Roma epica, una Juventus lirica, un Milan shakespeariano — è ancora in mano ai violenti. Coltelli intorno agli stadi; trasferte vietate; le botte come passatempo. Ieri, a Parma, gli ultrà nerazzurri (?) hanno ferito due agenti e devastato un asilo. Ha più neuroni Ibra nel piede che certa gente nel cervello. Risultato: anche la gioia è diventato un esercizio difficile, in Italia. Ma non bisogna rinunciare: è necessario pretendere le nostre pause di piacere innocuo. È giusto che io abbia potuto guardare la partita con mio padre Angelo (1917) e mio figlio Antonio (1992), e scoprirmi più smaliziato di uno e più emozionato dell'altro. Alla fine avevamo un pomeriggio di pioggia da ricordare, una bottiglia da stappare e una bandiera da esporre. Niente più polvere: ormai prende aria ogni anno

domenica 18 maggio 2008

Hey Jane

"And when he calls
You'll take the blame
And when he leaves
It'll still feel the same
It hurts me too
The way you try for him
The way you die for him

Fly
Be the silly butterfly
Dance your way across the sky
Shine
Brighter than the summer sun
You know you are the only one

To see you shrink
To see you fade
I don't know
How much more i can take
But you decide
You dream your own lifelie
But why do you kiss it goodbye"

Motorpsycho


http://www.deezer.com/track/166414

like back cats


ed i peruviani che puntuali ad ogni vittoria importante della fiorentina cominciano con cori da stadio ed a scandire F:I:R:E:N:Z:E per via panicale. con neri arrabbiati per appuntamenti non rispettati e rumore di chiavi che cadono per terra. con sempre gli stessi peruviani con le heineken verdi ed il loro aspetto abbronzato con le camicie colorate. firenze bellissima.

la mia gatta nera kitty the cat è in amore. le capita una volta ogni quindici giorni circa. ci ho fatto caso. è una gattina molto dolce kittye, gioca sempre con chiunque. mayhem può confermare. ve lo può dire anche il quarto uomo in una notte che ha dormito sul divano nero a casa mia, e kittie non l'ha fatto dormire procurandogli grande spavento. voleva giocare. e quindi k è in amore. forse per questo la chiamo così. e dicono che avere una gatta nera porta fortuna. o meglio, far male ai gatti neri porta male e che fargli bene porta bene. magari il colore non c'entra. mentre k è innamorata.

sono giornate del lavoro nuovo. sono giornate che comincia a fare caldo ed io dovrei fare esercizio un pò più continuativo. mi piace andare al lavoro a piedi. vedere i primi turisti ed i camioncini la mattina presto. vedere i manifesti dei motorpsycho e andarci con jimenez sandruzze forse michelle direttamente da nyc.

e vabbèrobacosì. mentre alla festicciola francese con myhem, avere alla mia corte la più bella del reame. frizionamenti. mentre sms da 830km by pajo dicono gianna gianna e tutto torna e tutto gira. essere educato a certe cose. che so che la bellezza spesso porta guai. la bellezza di certi occhi e certe curve che non ti dico. e si vedremo.

"Fly
Be the silly butterfly
Dance your way across the sky
Shine
Brighter than the summer sun
You know you are the only one."
_________________Hey Jane, Motorpsycho

giovedì 15 maggio 2008

Percorsi

D'a chiazza alla taverna

Silenzi

di riflessione ?

lunedì 12 maggio 2008

LUCYINTHESKYWITHDIAMONDS


...altra giornata. 

sono giornate per nulla violente queste. oggi il sole manco ci sta. vabbè.

nulla di nuovo ed in effetti la pazienza sta finendo. mi secca fare la marmotta.

risento le parole di vito nelle mie orecchie e mi sono  deciso che mi do una settimana.

stasera un mio amico fa l'aperitivo per il suo compleanno. ci sarà un sacco di gente. ci sarà un sacco della stessa gente.

eppoi ho deciso di non parlare più del mio futuro con nessuno. a parte qualche piccola eccezione. 

tutti che sanno tutto e nessuno che si mette mai nei miei panni ma solo li a sputare consigli. mi è più utile parlare con la mia gatta kittie a volte. a parte le eccezioni. 

a milano al concerto del 18 giugno dei radiohead andrò con jimenez e con amyboy. sono contento.

ora fuori non c'è manco tanto sole. ieri è stata una bella giornata.

gente che sentivo due volte al giorno non si fa sentire più. pazienza. 

ora esco a fare un giro. un paio di foto. un caffè tranquillo in piazza. 

saluti.

venerdì 9 maggio 2008

Noi ci saremo























_:HeavyMetall iz a Poze, HardtRock iz a laifsteil_
comes 22may08

giovedì 8 maggio 2008

Girovagando per il webbe...


























...

mercoledì 7 maggio 2008

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Jimenez supports...
and you?

lunedì 5 maggio 2008

sabato 3 maggio 2008