mercoledì 31 dicembre 2008

L'ultimo atroce pensiero del 2008

Il vulcano più grande d'europa è un vulcano sottomarino a largo delle coste di amantea..ad un 140 km...si chiama marsili...ed è ancora in attività...

2008

xc

e questo due zero zero otto.

ed un'altro anno che se ne va.

e penso a tutte le cose che vanno via. a tutte le cose che verranno ed a tutte le cose che sono passate e che non torneranno più. ed è come quando studiavo fisica tecnica all'università. me lo ricordo bene. a volte ci capivi tutto e a volte non ci capivi un cazzo, un pò come come nella vita, del resto.

ospiti inattesi ai quali devi mostrare la parte migliore anche se non ti va. un pò come nel tetris che devi far combaciare tutti i pezzettini altrimenti sò cazzi. altrimenti perdi la partita prima del tempo e Game Over.

le persone che sono qui e che ci sono sempre state, persone che non sono qui e che ci sono sempre state, persone che non c'erano e che pretendono di esserci e persone che non ci sono e che tu vorresti. ma il volere non è il potere come dissi altre volte.

e cosa mi lascia questo due zero zero otto? mi lascia il sapere che bisgna sacrificarsi ed il sapere che bisogna sapersi comportare. pena il Game Over prima del tempo. come One Love di NasSir. che ora chissà dove sarà e se sarà sola. o magari che sono in tre ma questa è un'altra storia. perchè la storia di ora è l'essere bello pieno e bello pronto. pronto ad altro e così sia.

come quando l'atro giorno allo studio. dove quello molto antipatico cosa ti va a dire? ti dice che
"-tu sei uno che si fa voler bene. non come me. tu ci riesci. "

sarà perchè anche i più antipatici riescono magari a vedere quello che è invisibile agli occhi. mentre tu riesci a vedere solo quello. con tutto quello che ne consegue e quello che viene. mentre non ti curi delle cose importanti ma vedi anche le cose futili. il farsi i film e il farsi le seghe mentali. il capire l'importanza delle relazioni e vedere e capire. non tutti possono. pazienza. mentre vorresti avere la lucidità di kurt. ma non di quello di seattle ma di quello di dresda.

Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso
e la saggezza di distinguere sempre la differenza.
Kurt Vonnegut

e cosa è stato questo due zero zero otto. è stato il cominciare l'anno con un lavoro che era finito e che ti ha insegnato abbastanza. il rimanere senza nulla da fare ma non per abbastanza tempo. giusto il tempo di ricevere una mail ds F.D. che ti chiedi ora, capodanno 2008, dove sia. che ti ha insegnato tanto, suo malgrado. eppoi non avere abbastanza peli sullo stomaco per continuare, mio malgrado. moi che chiedo scusa per ogni cazzata che faccio. e poi è stato di nuovo vuoto cosmico e pomeriggi a. e mattine a. e intere giornate a. mentre poi ti chima quell'altro pazzo. ed era già il tempo mite e le rondini in cielo che si avvicinava la primavera inconsapevole. ed i capezzoli sfiorati dalle mie dita sotto vestiti da sera attillati. mentre i sei mesi successivi non li avrei potuti imaginare neanche al Les Halles. ma questa è un'altra storia ancora. mentre la storia di questo duemilaotto si tingeva comunque sia di azzurro. ed il desiderio e tutto il resto. mentre si sceglia tra il meglio ed il buono.

e la paura di andare via. ed il comprendere che la goffa teoria della fuga non serve comunque sia a nulla. uno non può fuggire da se stesso. ed il controllarsi ed il dirsi le cose anche senza convinzione.

mentre settembre ha portato splendidi fiori d'arancio e così sia.

il libro preferito di Barrack Obama è Moby Dick. ci sarà un motivo a tutto questo.

si ci sarà sicuramente un motivo.

buon 2009.

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale

venerdì 19 dicembre 2008

mercoledì 17 dicembre 2008

Macroupdate

E' già un mese e mezzo che sto qui in Brasile, e vorrei tnto chiamare un sacco di gente, ma qui la telefonia internazionale mi costa abbastanza, ed non è momento di scialaquare.
Sto bene, il lavoro comincia a girare, ho fatto qualche amicizia, ho una macchina decente (cammina) e le cose con la mia metà girano bene.Non ho granchè da raccontare, la mia routine è abbastanza basica, sveglia alle 6:10, a lavoro alle 7:30, esco alle 19:00 oppure non so quando esco (sala operatoria che mi si allunga).Poi palestra, cena e nanna.Qualche uscita sporadica, con tempo e voglia.

Ah, ho corso una 6km domenica scorsa in 36:05, 3 minuti persi a pisciare nel mezzo della corsa.Ma ho la mia prima medaglia sulla scrivania,seguiranno foto su faccialibro.

Pask, anche io sono un felice possessore di Corsa 1.0 benzina.Un motore a criceti, ma va.Per lo meno fino ad ora.
Dal Brasile è tutto, a voi studio.

Just a reminder

Ma i macro-update?

Diserzione, diserzione, di serziooooone

Praticamente tutto il consiglio regionale calabrese indagato in why not e nessuno si dimette

It's the end of the world as we know it

Il fatto che una come la parietti possa candidarsi vuol direche ad un livello molto profondo in questo paese ha vinto berlusconi

martedì 25 novembre 2008

Joy Division - Insight -



--

Guess you dreams always end.
They don't rise up, just descend,
But I don't care anymore,
I've lost the will to want more,
I'm not afraid not at all,
I watch them all as they fall,
But I remember when we were young.

Those with habits of waste,
Their sense of style and good taste,
Of making sure you were right,
Hey don't you know you were right?
I'm not afraid anymore,
I keep my eyes on the door,
But I remember....

Tears of sadness for you,
More upheaval for you,
Reflects a moment in time,
A special moment in time,
Yeah we wasted our time,
We didn't really have time,
But we remember when we were young.

And all god's angels beware,
And all you judges beware,
Sons of chance, take good care,
For all the people not there,
I'm not afraid anymore,
I'm not afraid anymore,
I'm not afraid anymore,
Oh, I'm not afraid anymore.

domenica 16 novembre 2008

insomma...

mercoledì 12 novembre 2008

assenze

ma pajo?

martedì 11 novembre 2008

venerdì 7 novembre 2008

Motorpsycho e logo NU

GUARDA QUA in basso a sinistra,

hardt rock iz a laifsteil.

mercoledì 5 novembre 2008

1 week

Prima settimana di stanza qui in Brasile.Che dire?
Rilassato sono poco rilassato, il nuovo lavoro spaventa, che qui i colleghi hanno i muscoli e io per stare nella media mi devo fare un culo.Poi i miei, la salute non è proprio il massimo e io sono qui lontano e preoccupato senza poter fare nulla più.
Ed è questo che più mi disturba e non mi fa restare sereno.
Per il resto qui va bene, sono in cerca di uno scassone di macchina che mi dia un minimo di indipendenza, penso di prendermi un mitico Uno 1000... ;)
La vita scorre tranquilla, con la lei tutto bene...qui non è l'America di Obama,è un pò diverso, ma per lo meno l'Università è una cosa seria, è palestra per il lavoro,non la porcheria italiana.Qui esiste una cosa che in Italia è un optional: la cognizione di causa.
Perchè fai questo e quando e come.
Pare poco...

Dal vostro Italobrasilero è tutto, a voi studio.

Ps: effetto facebook...bhe in effetti...ma vale per tutti, non solo per noi, la macro è qui, sempre.E non è vero che non vi ho visto da qui, solo stavo col VPN!!!

Obama's victory speech

If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.

It's the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen; by people who waited three hours and four hours, many for the very first time in their lives, because they believed that this time must be different; that their voice could be that difference.

It's the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Latino, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled – Americans who sent a message to the world that we have never been a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America.

It's the answer that led those who have been told for so long by so many to be cynical, and fearful, and doubtful of what we can achieve to put their hands on the arc of history and bend it once more toward the hope of a better day.

It's been a long time coming, but tonight, because of what we did on this day, in this election, at this defining moment, change has come to America.
Barack Obama: 'A new dawn of American leadership'
Link to this audio

I just received a very gracious call from Senator McCain. He fought long and hard in this campaign, and he's fought even longer and harder for the country he loves. He has endured sacrifices for America that most of us cannot begin to imagine, and we are better off for the service rendered by this brave and selfless leader. I congratulate him and Governor Palin for all they have achieved, and I look forward to working with them to renew this nation's promise in the months ahead.

I want to thank my partner in this journey, a man who campaigned from his heart and spoke for the men and women he grew up with on the streets of Scranton and rode with on that train home to Delaware, the Vice President-elect of the United States, Joe Biden.

I would not be standing here tonight without the unyielding support of my best friend for the last sixteen years, the rock of our family and the love of my life, our nation's next First Lady, Michelle Obama. Sasha and Malia, I love you both so much, and you have earned the new puppy that's coming with us to the White House. And while she's no longer with us, I know my grandmother is watching, along with the family that made me who I am. I miss them tonight, and know that my debt to them is beyond measure.

To my campaign manager David Plouffe, my chief strategist David Axelrod, and the best campaign team ever assembled in the history of politics – you made this happen, and I am forever grateful for what you've sacrificed to get it done.

But above all, I will never forget who this victory truly belongs to – it belongs to you.

I was never the likeliest candidate for this office. We didn't start with much money or many endorsements. Our campaign was not hatched in the halls of Washington – it began in the backyards of Des Moines and the living rooms of Concord and the front porches of Charleston.

It was built by working men and women who dug into what little savings they had to give five dollars and ten dollars and twenty dollars to this cause. It grew strength from the young people who rejected the myth of their generation's apathy; who left their homes and their families for jobs that offered little pay and less sleep; from the not-so-young people who braved the bitter cold and scorching heat to knock on the doors of perfect strangers; from the millions of Americans who volunteered, and organized, and proved that more than two centuries later, a government of the people, by the people and for the people has not perished from this Earth. This is your victory.

I know you didn't do this just to win an election and I know you didn't do it for me. You did it because you understand the enormity of the task that lies ahead. For even as we celebrate tonight, we know the challenges that tomorrow will bring are the greatest of our lifetime – two wars, a planet in peril, the worst financial crisis in a century. Even as we stand here tonight, we know there are brave Americans waking up in the deserts of Iraq and the mountains of Afghanistan to risk their lives for us. There are mothers and fathers who will lie awake after their children fall asleep and wonder how they'll make the mortgage, or pay their doctor's bills, or save enough for college. There is new energy to harness and new jobs to be created; new schools to build and threats to meet and alliances to repair.

The road ahead will be long. Our climb will be steep. We may not get there in one year or even one term, but America – I have never been more hopeful than I am tonight that we will get there. I promise you – we as a people will get there.

There will be setbacks and false starts. There are many who won't agree with every decision or policy I make as President, and we know that government can't solve every problem. But I will always be honest with you about the challenges we face. I will listen to you, especially when we disagree. And above all, I will ask you join in the work of remaking this nation the only way it's been done in America for two-hundred and twenty-one years – block by block, brick by brick, calloused hand by calloused hand.

What began twenty-one months ago in the depths of winter must not end on this autumn night. This victory alone is not the change we seek – it is only the chance for us to make that change. And that cannot happen if we go back to the way things were. It cannot happen without you.

So let us summon a new spirit of patriotism; of service and responsibility where each of us resolves to pitch in and work harder and look after not only ourselves, but each other. Let us remember that if this financial crisis taught us anything, it's that we cannot have a thriving Wall Street while Main Street suffers – in this country, we rise or fall as one nation; as one people.

Let us resist the temptation to fall back on the same partisanship and pettiness and immaturity that has poisoned our politics for so long. Let us remember that it was a man from this state who first carried the banner of the Republican Party to the White House – a party founded on the values of self-reliance, individual liberty, and national unity. Those are values we all share, and while the Democratic Party has won a great victory tonight, we do so with a measure of humility and determination to heal the divides that have held back our progress. As Lincoln said to a nation far more divided than ours, "We are not enemies, but friends…though passion may have strained it must not break our bonds of affection." And to those Americans whose support I have yet to earn – I may not have won your vote, but I hear your voices, I need your help, and I will be your President too.

And to all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of our world – our stories are singular, but our destiny is shared, and a new dawn of American leadership is at hand. To those who would tear this world down – we will defeat you. To those who seek peace and security – we support you. And to all those who have wondered if America's beacon still burns as bright – tonight we proved once more that the true strength of our nation comes not from our the might of our arms or the scale of our wealth, but from the enduring power of our ideals: democracy, liberty, opportunity, and unyielding hope.

For that is the true genius of America – that America can change. Our union can be perfected. And what we have already achieved gives us hope for what we can and must achieve tomorrow.

This election had many firsts and many stories that will be told for generations. But one that's on my mind tonight is about a woman who cast her ballot in Atlanta. She's a lot like the millions of others who stood in line to make their voice heard in this election except for one thing – Ann Nixon Cooper is 106 years old.

She was born just a generation past slavery; a time when there were no cars on the road or planes in the sky; when someone like her couldn't vote for two reasons – because she was a woman and because of the color of her skin.

And tonight, I think about all that she's seen throughout her century in America – the heartache and the hope; the struggle and the progress; the times we were told that we can't, and the people who pressed on with that American creed: Yes we can.

At a time when women's voices were silenced and their hopes dismissed, she lived to see them stand up and speak out and reach for the ballot. Yes we can.

When there was despair in the dust bowl and depression across the land, she saw a nation conquer fear itself with a New Deal, new jobs and a new sense of common purpose. Yes we can.

When the bombs fell on our harbor and tyranny threatened the world, she was there to witness a generation rise to greatness and a democracy was saved. Yes we can.

She was there for the buses in Montgomery, the hoses in Birmingham, a bridge in Selma, and a preacher from Atlanta who told a people that "We Shall Overcome." Yes we can.

A man touched down on the moon, a wall came down in Berlin, a world was connected by our own science and imagination. And this year, in this election, she touched her finger to a screen, and cast her vote, because after 106 years in America, through the best of times and the darkest of hours, she knows how America can change. Yes we can.

America, we have come so far. We have seen so much. But there is so much more to do. So tonight, let us ask ourselves – if our children should live to see the next century; if my daughters should be so lucky to live as long as Ann Nixon Cooper, what change will they see? What progress will we have made?

This is our chance to answer that call. This is our moment. This is our time – to put our people back to work and open doors of opportunity for our kids; to restore prosperity and promote the cause of peace; to reclaim the American Dream and reaffirm that fundamental truth – that out of many, we are one; that while we breathe, we hope, and where we are met with cynicism, and doubt, and those who tell us that we can't, we will respond with that timeless creed that sums up the spirit of a people:

Yes We Can. Thank you, God bless you, and may God Bless the United States of America.

e soprattutto...

nessuno ci vede dal Brasile...

martedì 4 novembre 2008

Ma com'è?

Che abbiamo in media dieci visite al giorno anche se non scrive nessuno. qualcuno scrive senza guardare la tastiera. altri mettono ordine nelle cartelle. chi sta attentissimo alla punteggiatura e poi la tastiera la guarda bene quando mette la password e ti dice -non guardare eh!
e comunque sia abbiamo anche dieci visite al giorno. magari qualche commento. qualcuno parli, vi prego. effetto facebook? me ne vado in india.

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Un bel posto per una casa.

Questo è meglio di questo.

mercoledì 29 ottobre 2008

updates

riaggiunto contatore

Insomma è jutu

cca!

lunedì 27 ottobre 2008

Prima di un lungo viaggio #2

E' passato di tempo da quando scrissi questo post.Circa 1 anno e mezzo.Poco + di un anno da quando sono tornato da Strasburgo.E sono sempre qui a ripetermi quelle stesse parole.Ce la puoi fare.Ce la DEVI fare.Questa volta è lontano, ragazzi, il Brasile è davvero lontano.Si va per 1000 motivi, ma di base 2 sono importanti: la mia vita privata e il mio lavoro, che adesso come non mai sto cercando di mettere insieme e far viaggiare quasi in parallelo.
Si va per imparare, che qui in questo maledetto paese non si impara quasi nulla...ma la buttasserò giù l'Università in questo posto, W la Gelmini che ha capito che con o senza istruzione in questo Paese non cambia nulla.La vita è fatta di opportunità e molte vanno colte.
Esperienze nuove mi attendono.Ma la mia gente, quella che ho nel cuore, che crede in me, non mi abbandonerà mai, e la sentirò sempre più vicina ogni qualvolta che le cose andranno male, che il tifo fa bene, e a volte basta per vincere un campionato.
Gli aggiornamenti ci saranno, in forma micro su facebook per gli amici, in forma macro periodica su queste pagine.

Il guerriero riparte per un'altra guerra.
Wish me good luck.

sabato 25 ottobre 2008













new pics on solocose.

e, se ci andate,  commentate ('checcazzz..) 

venerdì 24 ottobre 2008

12 Giorni al 4 Novembre

Just like a rolling stone

giovedì 23 ottobre 2008

.Ecco.

Domenico Lascala's Facebook profile

mercoledì 22 ottobre 2008

martedì 21 ottobre 2008

14 giorni al 4 novembre - glossario

Swing states

Giusva e Francesca

Sensibile.

Giusva, era uno pronto per la uno bianca prima della uno bianca. 

qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita,
a questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide,
Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato.

-
La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa.
Francesca Mambro, protagonista dell'eversione nera degli anni '70,
si è presa qualche ergastolo
per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati,
ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna.
Francesca Mambro era allora come oggi la donna di Giusva Fioravanti,
un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.
Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi,
spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue cause,
e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione.
Giusva era uno pronto per la Uno Bianca prima della Uno Bianca.
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca
perchè lo scelse come compagno di vita.
A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista,
lapidaria,
nel senso di lapide:
"Giusva era il ragazzo più sensibile che avessi mai incontrato".
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato
non ci è dato sapere.
Di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata,
e la parola "sensibile" resta dubbia e ambivalente
come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980.
Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato:
"Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta!"
Sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista,
stabiliremo dei limiti.
Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili.
E tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro
da cui ci dissociamo anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.

-

venerdì 10 ottobre 2008

martedì 7 ottobre 2008

Come

muore una banca.

lunedì 6 ottobre 2008

il più bel regalo












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Oggi

Compiamo gli anni iole corbusier.

domenica 5 ottobre 2008

neuroni specchio

Tipo ieri sera il tipo. il ragazzo della francesca ferrati. quello con la facci abellina alla terry richardson ed il vestito trendi. non si rendeva conto che. che succedono cose strane in quella casa che fu del giusuè carducci. sarà. beh non si rendevsa conto della francesca. di come stava e di che tipo era. sembrava uscita da bastogne. e si è messo a raccontare, il tipo, di neuroni specchio e roba così mentre la ragazza era li. 

e tra poco saranno trenta. 

venerdì 3 ottobre 2008

fingers

mercoledì 1 ottobre 2008

martedì 30 settembre 2008

bestfriends and bridesmaid

giovedì 25 settembre 2008

All hell breacks losers













e c'è chi ha il bollore. come il sottoscritto. 

when the rimba rithm start to play dance with me make me sway 

like the lazy ocean hugs the shore hold me close sway me more 

e stanotte mi ha svegliato la pulizia stradale. diciamo al mio amore domani. ed usarsi ma con tenerezza. ma troppa /calcolatezza/ i problemi delle donne potrebbero facilmente fare una lista. Eric Prydz che suona sul lungomare ed è il dieci luglio ed è il 1980 ed i due fratelli sono li vicino al juke box. e chi li tocca beati loro. e gli in bocca al lupo che ci vorrebbero. mentre new delhi deve essere un bel posto. 

martedì 23 settembre 2008

Amyboy (AKA quanti alias)










"click" on image to enlarge

P.S. Manca In New Dheli o Delhi
che dir si voglia.

lunedì 22 settembre 2008

the state of the art

Ridiscutere oggi di Salò, ma così pure rialzare i toni sugli Anni di piombo e su Piazza Fontana, su Pinelli, su Sofri, è anche il modo con cui parte della classe politica e giornalistica ricerca dei brandelli di giovinezza: non possono raccontarsi d’aver sempre vissuto in quella cinica pietraia che oggi sono diventati la politica e il giornalismo. Gente che leggeva Hilferding e oggi Dagospia, che frequentava i Campi Hobbit e oggi una ballerina Rai. Il Dopoguerra e gli anni Settanta ormai sono i dildo con cui si titilla la generazione di vecchi che tiene in ostaggio il Paese: accolti e stampati da giornalisti a loro affini anche nell’età. Non ne parlano al bar perché sono al potere.
Filippo Facci, sul Giornale

Love Will Tear Us Apart

When the routine bites hard
and ambitions are low
And the resentment rides high
but emotions won't grow
And we're changing our ways,
taking different roads
Then love, love will tear us apart again

Why is the bedroom so cold
Turned away on your side?
Is my timing that flawed,
our respect run so dry?
Yet there's still this appeal
That we've kept through our lives
Love, love will tear us apart again

Do you cry out in your sleep
All my failings exposed
Get a taste in my mouth
As desperation takes hold
Is it something so good
Just can't function no more?
When love, love will tear us apart again

Joy Division

domenica 21 settembre 2008

Mucho Mambo Sway

When the rimba rythm starts to play
Dance with me, make me sway
Like the lazy ocean hugs the shore
Hold me close, sway me more


sabato 20 settembre 2008

Che belli














(click on photo to enlarge)

domenica 14 settembre 2008

Congratulations

domenica 7 settembre 2008

Il caldo alle 14.37 di una domenica pomeriggio

e fa un caldo indicibile qui a firenze. fa un caldo afoso che ti da fastidio. io notoriamente odio il caldo. quello di città soprattutto. ma mi ci adatto. cosa dovrei fare altrimenti? in questa fase della mia vita dove devo prestare attenzione ad altre cose e non al caldo. anche kitty la mia gatta nera soffre il caldo. ok basta con il caldo.

per altri versi tutto va bene. il nuovo lavoro che mi prende e mi piace. altri lavori che arrivano con buona pace di FD, i finesettimana passati a casa a disegnare e a fare computi metrici e a fare l'architetto.

mi accorgo di avere diversa gente intorno e molti sono buoni amici. amina che è chissà dove in mezzo al mare, enzo che è chissà dove sull'autostrada e così via.

per altri versi le mie notti le passo con stefanie. che fa rima con amelie. che cerchiamo di non farci prendere la mano. che è bello osservare la curva dolce della sua schiena nella penombra della mattina e poi lei se ne accorge e nella semioscurità della sua stanza mi chiede con nonchalance -"che fai?".

mentre due piani che si inseguono.

io che muoio dal caldo

jimenez che la prossima settimana.

precisamente tra una settimana esatta esatta.

tante cose.

giovedì 4 settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

Dharma Catree

Arruolamento

Ovviamente

google chrome è una roba pazzesca

Fitzgerald aka una preview

Numero 5

Gaetano

giovedì 28 agosto 2008

E adesso jimenez...

...ci deve sfidare qui.

Caldo e tafani a Chocolate City...lavoro e noia.

lunedì 25 agosto 2008

Su Rj Master, che non porta distrattamente l'assicurazione





ed il pc.
e le 12h.
certi discorsi che.
amanda come i wu-tang clan.
il bargello il pomeriggio ha una luce incredibile. è fatto tutto di pietre che riluccucano al sole. ma è una di quelle luci verso le sei di pomeriggio che è talmente che. che non la puoi mica descrivere. ed è bello affacciarsi li a quella finestra e vedere esattamente quei colori.
essere leggero come una farfalla.
no quella è amrita.
lui pensa io sono una farfallina - un pò sono.
le notti a firenze a fine agosto.
la telegrafia perfettamente incantevole di stefanie.
uscire a santos sempre in queste notti d'agosto e ritrovare uno che.
che mi mancava.
prendere in giro uno che è "nu'squartato" come se avevamo di nuovo sedici anni.
come facemmo allora.
come mayhem e pajo ben sanno.
jimenez vero quinto uomo.
mammama i' risate.

tante cose.

PS: occhio a ACad2008-M8,5-PSPCS3 - M - C4D - QuadCore 2 duo ...ecc ecc

domenica 24 agosto 2008

I hope that you choke

that you choke

I hope that you choke

that you choke

giovedì 7 agosto 2008

A'mantia

ù fantasma i' Pantalia.

Je ne t'aime plus


Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Mon amour - - 

amore mio

Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Tous les jours - -  

ogni giorno


Parfois j'aimerais mourir - -  

a volte mi piacerebbe morire

Tellement j'ai youlu croire - - 

talmente l'ho desiderato

Parfois j'aimerais mourir - - 

a volte mi piacerebbe morire

Pour ne plus rien avoir - - 

per non avere più niente

Parfois j'aimerais mourir - - 

a volte mi piacerebbe morire

Pour plus jamais te voir - - 

per vederti mai più. 


Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Mon amour - - 

amore mio

Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Tous les jours - -  

ogni giorno


Parfois j'aimerais mourir- - 

a volte vorrei morire

Tellement Y'a plus d'espoir - 

talmente non avevo più speranza

Parfois j'aimerais mourir -  - 

a volte vorrei morire

Pour plus jamais te revoir - - 

per non rivederti mai più

Parfois j'aimeris mourir - - 

a volte vorrei morire

Pour ne plus rien savoir - - 

per non sapere più niente


Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Mon amour - - 

amore mio

Je ne t'aime plus - - 

non ti amo più

Tous les jours - -  

ogni giorno

lunedì 4 agosto 2008

L'omo ha da puzzà

Torno ieri sera al paesello, in compagnia della mia lei.Doccia, riposo dopo 8 ore di viaggio, cena, giretto in bici per andare a prendere i cornetti per stamattina.
Al ritorno, sorpresa: manca l'acqua.Per uno come me che abituato a stare in città senza mare o lago vicino le 3 abluzioni quotidiane sono un obbligo peggio che per un indù...ho tirato giù delle madonne che si è aperta una crepa sul soffitto.
Dicono acqua razionata o razionalizzata?DOPO UN INVERNO DOVE PER POCO NON C'ERA UNA ALLUVIONE?Qui c'è qualcuno che gioca sporco, o meglio sullo sporco della gente.Ad Agosto, in piena stagione turistica, togliere l'acqua.
Da pazzi.
Un comune sciolto per infiltrazione mafiosa.
Stipendi non pagati perchè in bolletta.

Mi manca solo andare a mare e scoprire che c'è la merda per organizzare veramente un bombardamento stile Hamas su questo posto oramai dimenticato da Dio.Ma anche da certo tipo di uomini.

venerdì 1 agosto 2008

come un gelato da annina

sciolto

water on mars

qui

sabato 26 luglio 2008

Atreiu

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e se dovessi mettere una firma per continuare tutta la mia via in questo modo.

Prego, una firma qui

giovedì 24 luglio 2008

Non per dire...













Io non tremo
è solo un pò di me che se ne va. 

mercoledì 23 luglio 2008

Meno male che c'è Elianto

che cura graficamente e non solo questo blog...
meno male che c'è lui...

martedì 22 luglio 2008

Chaos of the Galaxy/Happy man

                 Galaxy ESO 510-G13


If I had
if I had more
more would be laid at your feet

if you give me
just a little smile
the dogs on my trail wouldn't
drag me back to jail

I woke up in a horse's
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man

I've seen teeth
across the horizon
fangs spanning yellow against the earth

there ain't nothing, yeah but ghosts
fever, rabbit dreams, and drunken boats

I woke up in a horse's
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man

I woke up in a horse's
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want
all I want
all I want
all I want

(The Sparklehorse)


lunedì 21 luglio 2008

O_o

sabato 19 luglio 2008

New wave

E adesso vado a rilassarmi, perchè stanotte l'ennesima guardia.
e devo anche studiare, che la mia prof di portoghese mi ha caricato di compiti.
E la voglia di scappare, da questo posto ingrato, dove essere colti e bravi e capaci è solo un handicap.
e la voglia di cose nuove, di ricominciare.
e la voglia di rivederci, dopo 4 mesi.

Fa caldo, a chocolate city.

venerdì 18 luglio 2008

Song of the day

giovedì 17 luglio 2008

martedì 15 luglio 2008

Unluky-day


io ho già i cazzi miei. ho già duemila pensieri al giorno e sono spesso e volentieri in affanno per seguire le cose che faccio. i problemi che ho, tutti li hanno, la gente che mi è vicina e senza la quale non potrei stare, un lavoro che è tipo una chimera. meglio fare gli odontoiatri. 
architettura e la vita è meno dura. 

non chiamatemi ora. dopo che tutta la sua vita che si è programmata perbene, prende una brutta piega brusca e tutti i piani vengono cambiati seppur leggerissimamente. ora che io sottoscritto sono alle spalle da un pezzo ed ho anche io, diciamo, la mia vita. fatta di cose leggere magari ma saranno seppur fatti miei. 
non mi si può chiamare e chiedere se posso ascoltare che mi si deve raccontare una storia interessante su come va la vita e le varie possibilità del futuro. ecc ecc. come se qualcuno lo sapesse. come se qualcuno glielo avesse chiesto. mi si chiama e mi si raccontano storie sfortunatissime che a pensarci ti vengono solo i brividi. e ti chiedi che cazzo c'entro io in tutto ciò, scusa? lo sai che ti voglio bene e l'affetto ci lega perchè siamo stati vicini ed uniti per un periodo tempo fa. non posso aiutare nessuno ne cambiare la vita. non ce la posso fare. mi spiace di cuore non poter dare aiuto e conforto ma ora non ce la faccio. scusa.  storie sfortunatissime senza la grazia di dio. e vorrei parlare con marianna ora. la messicana che lei si che ha capito tutto della tequila e del bum bay bay bum. che ne sa lei mi si chiama e mi si intima di stare attento che la vita non sai come va. marò. 

e neinte. periodo di piccoli sfoghi anche. 

mentre da altre cose mi faccio rapire io. dalla sensualità di lei che è notevole. l'arte di amare e il kama. e la femminilità non è acqua. e neanche le gonne bianche. particolare. da questo mi faccio sorprendere e rapire. e mio malgrado, nonostante tutto, non sono sfortunatissimo.
 

lunedì 14 luglio 2008

io vado senza nessuna direzione


Eu vou sem neghuna direcao
E eu sou nao precisa nada mas
Lua estrela, o meu caminho, o meu destino
O meu caminho, o seu olhar
A chuva seu olharque me da a seu calor
Que me da a direcacao , meu valor, a seu calor
Eu vou, eu sou

Thievery Corporation Meu Destino lyrics

domenica 13 luglio 2008

Zut

(clicca sulla foto per ingrandire)
alla fine tutto è una questione di prospettiva o, meglio, di punti di vista. vicino casa mia c'è (oramai c'era) un ristorante. gentito da gente che conosco avendola frequentata in passato. brava gente. questo ristorante ha chiuso. è stato un gran sollievo per i proprietari, i genstori, noi amici tutti e tutti quelli che ci lavoravano (dal lavapiatti al cameriere improvvisato al pizzaiolo tuttofare) o che hanno avuto a che fare sono contenti. come quando ti levi un dito dal culo. per dirla tutta. non ha avuto mai vera fortuna e sarà stata la concorrenza altissima della zona, sarà stata la gestione in generale alla fine 'sto posto ha chiuso. dopo mille litigi e mille ripensamenti si sono finalmente decisi. come dicevo è nella piazza dietro casa mia quindi molto vicino. amandina del South Carolina la mia splendida coinquilina americana lo frequentava 'sto posto. ed anche se, in tutta franchezza, si mangiava veramente male, per lei era uno dei migliori posti di firenze. la capisco. i ragazzi erano sempre gentili ed essendo a due passi da casa, aveva finito per affezionarsi al posto. era diventato un suo pezzo di firenze. vabbè, per farla breve, appena le ho detto, così, distrattamente, che il posto aveva chiuso, lei quasi non riusciva a crederci. è rimasta scioccata e dispiaciuta. tutto dipende dai punti di vista. 

e cosa c'entra questa storiella leggera con tutto questo? con il mare che sta arrivando ed il probelma è che ho il suo odore addosso. arrivare a casa sua puntuale la domenica pomeriggio perchè [she] alone at home. e speriamo che. il suo odore e la sensualità che ha. mentre a luglio le notti sono brevissime e le albe aurore copiose.

mentre comincio a pubblicare paris. lentamente. come si conviene. 
saluti. 

venerdì 11 luglio 2008

Io lo sapevo.

il fatto è che era solo una questione di tempo. io a fare il gentile e l'amico e si non ti preoccupare che la torta la dividiamo in due del resto non è che ci piangiamo per due spiccioli. si si hai visto mai che poi becchiamo un lavoro grosso e li davvero... ed invece Zac! l'inculata è arrivata puntuale puntuale. in effetti era solo una questione di tempo. chi nasce tondo non muore quadrato. e quando si parla di soldi la gente non guarda in faccia a nessuno. ma proprio a nessuno. vabbè. pazienza.

scusate il piccolo sfogo.

saluti da una firenze che, come disse jimenez una volta, brucia brucia brucia la città.

giovedì 10 luglio 2008

French Touch

la scorsa notte credo di aver fatto l'incubo più brutto di tutta la mia vita. o almeno di quelli che mi ricordo. non ve lo racconto perche' fa anche un po' schifo. solo che poi mi sono reso conto che era un incubo e mi sono svegliato. per fortuna non sono sensibile al sangue. roba di fegato.

per il resto tutto bene anzi proprio bene che ho quasi paura a dirlo. sempre le stesse persone accanto e la mia vita alla fine mi piace.

vecchio detto amanteano recita:

addù ti fa' à 'stata, ti fa' ù viern'

dove uno trascorre l'estate, poi trascorre anche l'inverno.

che traduzione...

mi sollazzo con luxuriaMusic e finalmente sono riuscito ad uscire con lei.

e' molto elegante e si vede che sa vestire. parigi c'entra qualche cosa.

una gonna anni settanta a tubino marrone. roba da rimanerci secchi.

un accento che muoio.

strano come il mio udito sia zona erogena.

forse sabato si va al mare. io che ogni volta mi faccio pregare come dissi in qualche mio post precedente.

presto diro' del blog.

non bisogna vergognarsi delle proprie emozioni.

vabbe'.

e' questione di French Touch

sabato 5 luglio 2008

Pour ne plus rien savoir





Jim Morrison's grave.
Qui non ci sono stato ma:

Riders on the storm
Into this house were born
Into this world were thrown
Like a dog without a bone
An actor out on loan
Riders on the storm

Theres a killer on the road
His brain is squirmin like a toad
Take a long holiday
Let your children play
If ya give this man a ride
Sweet memory will die
Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man
Girl ya gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The world on you depends
Our life will never end
Gotta love your man, yeah

giovedì 3 luglio 2008

Beati quindicenni

che possono fare una Teenage Riot ascoltando e scaricando tutta la musica del mondo su worryaboutyou

sabato 28 giugno 2008

je vais

salve.

qui a firenze ci sono 32°.

sembra ce ne siano 42, di gradi. sarà la città, sarà il sole cocente che non ha nulla a che vedere con il mare.

io alle 16.35 ho l'aereo per parigi. spero li non sia così caldo. internet mi rassicura dicendomi che ci sono circa dieci, quindici gradi in meno. vedremo.

io non prendo un aereo dal 2001. periodo di torri che cadono e di settembre storico.

io non vedo agathe dal 2004. periodo di albe aurore e di estate storica.

il tempo passa e se ne frega.

ieri sul treno ho letto una frase.

chi ha paura muore ogni giorno.

io che paura non ho.

solo un pò di nervosismo ma è normale. ce l'ho ogni volta che parto per qualche posto. figuriamoci oggi 28 giugno con trentadue gradi che sudi anche stando fermo.

e cosa sarà ora?

sarà castagni, sarà il 4 di luglio o meglio il 5 di luglio sulla terrazza di rudino. sarà stephanie che ci penso in continuazione. sarà il mare come olio alle otto di sera sulla spiaggia di fronte il lido azzurro di perna con ambrina ed uno spriz ed il tramonto dipinto davanti. sarò io con tutto quello che mi porto dentro. e non sarà sicuramente come prima.

scrivo su questo blog per non farlo morire. i patti chiari e chi scrive quando ne ha voglia.

ok, vi saluto. finisco la valigia, macchine fotografiche, rollini 6x6, mutande, scarpe, blocchi e matite per disegnare.

a bientôt.