domenica 7 novembre 2004

Right, man

Il sapore del sangue invase la sua bocca con prepotenza.Un misto di dolce e ferroso si fece largo tra i suoi denti.Posò la forchetta, compiacendosi di come avesse fatto bene ad andare in quel ristorante.Lo chef era un suo vecchio amico, uno di quelli che non ti ci senti per anni, ma bastano 2 secondi insieme per sentirsi come se lo avessi lasciato ieri sera a casa.Tornando dalle Uppland svedesi, con il senso del gusto oramai appiattito dalla cucina iraniana che imperversava da quelle parti e l'odore del salmone cucinato in ogni modo, la cosistenza burrosa della Fiorentina gli sembrava quella del collo di Jadwiga, la sua amica norvegese, alla quale i genitori avevano dato un nome bulgaro, per non farla sentire nel futuro troppo norvegese, essendo lei tipicamente con i capelli neri e gli occhi di ghiaccio, le labbra di quel rosa tenue e i denti bianchissimi.
Mandò giù un altro sorso di vino.Un bel Chianti Classico.
Si pulì la bocca con il tovagliolo.Finì avidamente il piatto che aveva innanzi, ogni tanto sbirciando verso l'entrata.
Aveva appena ordinato il caffè, quando ecco che entra lei.
13 anni che non la vedeva, ma i capelli color del miele e il suo sorriso radioso erano rimasti immutati.Senza proferi parola, lei lo riconobbe, fece un cenno della mano e gli si sedette davanti.Lo guardò a lungo, senza respirare.Poi, tirò fuori un lungo sospiro, gli si avvicinò carezzandogli il viso, per poi ritrarsi col viso rigato da una lacrima.
Lui la fissò, con una espressione neutra sul volto.Le tese la mano, le carezzò il volto, asciugandole le lacrime.Arrivato il caffè, lo bevve velocemente.Deglutì più volte, per scacciare il reregusto amaro della bevanda.
Poi si sistemò, mise le mani sulle ruote della sua sedia a rotelle, e si avviò per l'uscita, molto rapidamente.
"Sapevo dell'incidente, ma non sapevo fosse stato...fosse andata così..."
Dall'uscità lui si voltò di scatto."Brutto vedere il tuo primo amore ridotto così eh?Ero più bello prima, sulle mie auto veloci, nelle gare, sui podi.13 anni sono tanti, Anna".
Scivolò lungo il dislivello del marciapiede, allontanandosi dal ristorante, con ancora in bocca l'amaro del caffè.

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